06 febbraio 2010

Due di due

Numero jolly di questo sabato: 2

La prima edizione della nostra marmellata di pere e cannella (per la ricetta ci siamo fatti ispirare qui) ha avuto un'esclusiva tiratura di 2 vasetti, pochi, ma molto molto buoni!
2 sono i libri che abbiamo letto. Il primo l'avrete sicuramente visto qua e là tra i blog ed è Il Manuale Pratico della Felicità di Barbara Mammafelice. Un libro di 100 pagine appena, che si legge in un paio d'ore sul divano con un bel tè caldo accanto, ma il cui effetto benefico dura molto di più. 
Ispirata da questo libro, è nata anche una nuova galleria su The readers project, in cui verranno incluse le foto che lo ritraggono, questa è la nostra:
Il ritratto di ciò che mi basta per essere felice: loro 2, la musica, dei bei libri e una giornata di sole.

Il secondo libro invece è "La forma incerta dei sogni" di Leonora Sartori, in libreria da pochissimo. Un libro che ha un sapore familiare per chi è cresciuto negli anni Ottanta, e per chi (come noi) è figlio di quelli che hanno vissuto l'epoca del grande impegno sociale, dei movimenti studenteschi e della musica che muoveva le coscienze, che sente i racconti di quegli anni da sempre, e che da piccolo sognava il solito ombrellone tutti gli anni, come i suoi compagni di scuola, invece della vacanza in montagna con la tenda. Un libro scritto per noi che, pur non avendo vissuto il '68, cerchiamo di dare un senso alle cose, un senso che sia nostro.
2 poi sono le bouillottes, che prenderanno il posto del nostro cuscino ai noccioli di ciliegia. Oliver stamattina ha deciso che era troppo vecchio e andava rinnovato... stiamo finendo ora di raccogliere tutti i nocciolini che domani avranno un nuovo vestito a righe.



e infine...

Un omaggio a "Due di due", da cui nasce il titolo del post, (libro cult della nostra adolescenza, che io da tempo ho deciso di non rileggere, sono sicura che mi deluderebbe... meglio custodirne un bel ricordo). 
Eccone un estratto, che vorrei intitolare "Quando non esistevano i blog":
"Mi fa impazzire pensare alle persone sensibili e piene di qualità che odiano il denaro e le industrie e le macchine e il potere, e perché sono sole pensano di essere malate, si sforzano di adattarsi alla realtà e se ne fanno schiacciare. Dobbiamo trovare il modo di raggiungerle, mettere annunci sui giornali di tutto il mondo e parlarne con tutti i mezzi possibili, stabilire contatti."
Andrea de Carlo, "Due di due" (1989)

01 febbraio 2010

Inquina"menti"

 
Milano è inquinata.
Milano supera, per la maggior parte dei giorni all'anno, la soglia limite delle polveri sospese.
Milano, ogni giorno, sposta più di 900.000 auto (dato del 1997..per cui oggi sarà aumentato almeno del 25%).
Milano offre poche occasioni di fermarsi con le auto: il lavoro e gli impegni non ce lo permettono!
Milano non conosce domeniche: tutti i più grandi e sfavillanti centri commerciali sono "fortunatamente" aperti di domenica, per cui il traffico rimane invariato (visto che per i più l'unico svago dal lavoro è l'acquisto di oggetti o la scoperta delle offerte migliori..).

E dunque.
Qualcuno si è svegliato, per un quarto d'ora, e prima di riaddormentarsi ha detto: "Fermiamo le macchine per un giorno intero!"
Lo hanno svegliato per dirgli: "Ma sei scemo?!? Una giornata senza auto? Facciamo una "finestra" così che comunque diamo la possibilità di far girare auto e economia.."
"Ok: fermiamo le auto dalle 10 alle 18! Così abbasseremo i livelli di polveri sottili nell'aria " 
(vero per 24 ore, ma poi?!).
Ecco questa più o meno la sit-com andata in onda a Milano, ieri, riguardo la gestione dei nostri polmoni.
Ma la cosa che più fa rabbia,  lo confesso, non è stato il solito comportamento dei politici (fare qualcosa di insensato, pur di dire di aver fatto qualcosa..), quanto invece il comportamento insensato dei milanesi.
Quegli stessi milanese tanto intimoriti dalle malattie polmonari causate anche dal loro veicolo.
Alle 17.59 silenzio e pace (disturbato solo dai 900 multati, qualche furbo e dai realmente giustificati ad "inquinare" come medici, mezzi pubblici, urgenze).
Alle 18:02 c'era già un rally per le vie, come una normalissima giornata di traffico. La sensazione è stata come se tutti fossero seduti nella macchina spenta, pronti a partire, aspettando solo che il fastidioso blocco terminasse..
Una riflessione: perché in pochi hanno colto questa pur simbolica azione ecologica come  pretesto per cambiare i programmi canonici di una domenica di gennaio, e sperimentare cosa significa vivere senza l'auto? Un'occasione speciale, per vivere con i propri cari il quartiere e rimandare gli impegni già fissati, ma rimandabili.
Noi l'abbiamo fatto. E ci siamo divertiti un sacco.. tiè! 
Ale

27 gennaio 2010

La Memoria

Nel Giorno della Memoria vorremmo restare in silenzio il più possibile. 
Qualche giorno fa ci siamo trovati a parlare dei Giusti tra le nazioni. Ci sarebbero migliaia di storie da poter raccontare, dalle vicende più note e "clamorose", come quelle di Perlasca o di Schindler, a quelle di chi ha salvato "una sola vita". Ma non ne scegliamo una particolare, meritano di essere ricordate tutte. 
Devono essere ricordati tutti.
I Giusti non sono eroi perché, pur compiendo gesti eroici, quasi li dimenticano e tornano a vivere come prima, avendo compiuto "solo" il proprio dovere. 

C'è un racconto della tradizione ebraica che dice più o meno così: "Esistono sempre al mondo 36 Giusti, nessuno sa chi sono e nemmeno loro sanno d'esserlo, ma quando il male sembra prevalere escono allo scoperto, si prendono i destini del mondo sulle loro spalle e questo è uno dei motivi perché Dio non distrugge il mondo". 
Non abbiamo fonti certe, o testi di riferimento, ma se qualcuno ne ha, ci piacerebbe molto saperne qualcosa in più.


Buona giornata.

24 gennaio 2010

Dalla parte dell'uovo


Grazie ad Amy di Mattoni e pavimenti (da cui abbiamo anche preso in prestito il titolo di questo post), abbiamo scoperto uno stupendo discorso di Haruki Murakami, un autore che ci è molto, ma molto, caro. Invitato a Gerusalemme per ritirare il Jerusalem Prize ha detto:

"Oggi sono venuto a Gerusalemme come scrittore, cioè come un professionista della bugia. Certamente gli scrittori non sono gli unici a mentire. Come tutti sappiamo anche i politici lo fanno. Talvolta anche i diplomatici e i militari dicono le loro bugie, così come i venditori di macchine usate, i macellai e i costruttori. Le bugie degli scrittori però sono diverse da quelle degli altri, tanto che nessuno oserebbe mai accusarli d’essere degli immorali. Certo, quanto più grandi, ingegnose e ben pensate uno scrittore crea le sue bugie, tanto più è probabile che venga elogiato dal pubblico e dalla critica. Ma perché? La mia risposta è questa: dicendo bugie efficienti – ossia, quando si creano delle finzioni che sembrano essere reali – lo scrittore può far emergere una verità in un nuovo contesto e farla brillare con una nuova luce. Nella maggior parte dei casi è virtualmente impossibile capire una verità nella sua forma originale e rappresentarla accuratamente. Questa è la ragione per cui quando “seduciamo” la verità per farla venire fuori da dove si nasconde, cerchiamo di afferrarne la coda, la trapiantiamo in un luogo fittizio e la sostituiamo con una forma altrettanto irreale. Per ottenere tutto questo, però, dobbiamo innanzi tutto chiarire dove, tra di noi, si trova la verità. Questo è un importante requisito per inventare delle buone bugie. [...]Per favore, permettetemi di trasmettere un messaggio molto personale. Si tratta di qualcosa che tengo sempre in mente quando scrivo fiction. Non sono mai arrivato così lontano da scriverlo su un pezzo di carta e attaccarlo ai muri: al contrario, è scavato nelle pareti della mia mente, e dice qualcosa del genere: “Tra un alto e solido muro e un uovo che vi si spacca contro, starò sempre dalla parte dell’uovo”. Sì, perché non importa quanta ragione possa avere il muro o quanto possa essere in torto l’uovo, starò sempre dalla parte di quest’ultimo. Spetterà a qualcun’altro decidere che cos’è giusto e che cos’è sbagliato; forse a decidere sarà il tempo o la Storia. Se ci fosse uno scrittore che, per qualsiasi ragione, scrivesse stando dalla parte del muro, che valore avrebbe avuto il suo lavoro? [...]" 
Il discorso integrale si trova qui, e i cinque minuti che occorrono per leggerlo sono assolutamente ben spesi.

Libro del cuore di Murakami: "Dance Dance Dance". Uno dei migliori consigli di lettura degli ultimi anni. Grazie Viola!
"Ma cosa devo fare allora?" 
"Danzare" rispose "continuare a danzare, finché ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c'entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l'altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano". Alzai gli occhi e guardai la sua ombra sul muro.
"Danzare è la tua unica possibilità" continuò "devi danzare, e danzare bene. Tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. Se lo fai, forse anch'io potrò darti una mano. Finché c'è musica, devi danzare!" 
Traduzione di Giorgio Amitrano

21 gennaio 2010

La patente a punti


Sta per scadermi la patente. Ma invece di correre a rinnovarla (lo farò, lo farò.. con i miei tempi biblici, ma lo farò) mi sono trovata a fare una specie di bilancio, sul tipo di automobilista che sono diventata in questi primi 10 anni di patente.
Risultato:
Sono una pessima automobilista. 
Dimostrazione:
Uso la macchina praticamente tutti i giorni (-5 punti), la guido da vera donna stressata, non perché ce ne sia bisogno, ma perché sono sempre in ritardo e pretendo di fare un milione di cose ai lati opposti del globo (-5 punti). Me la prendo con gli imbranati e anche con i vecchietti, quando li vedo alla guida delle ultime 126 in circolazione, talmente lenti da sembrare in retromarcia (-10). E sì, mi lamento a voce alta anche se in macchina sono da sola (-5 per le lamentele, -10 per essere quasi sempre in macchina da sola). 

E mi fermo qui perché, anche se sono pure una pessima matematica, a occhio e croce percepisco che i punti della mia patente "etica" sono già parecchio sotto zero. 
Soluzione:
Da una settimana mi sto impegnando a cambiare ritmo. 
E il primo risultato è che già da qualche giorno mi sto chiedendo "ma perché non c'ho pensato prima?".  

Prima di tutto ho rallentato, riduco gli impegni contemporanei, mi organizzo meglio, e rispetto tutti i limiti di velocità con piacere, anche in quei bei vialoni deserti senza semafori. Quando stamattina un incravattato, con la sua super Audi con i fari psicheledici (lo so perché me li ha sparati nello specchietto per quasi 500m), mi ha superato a destra, mentre ero ferma per far attraversare dei pedoni sulle strisce, sfiorando la tragedia e insultandomi anche dal finestrino (fyi: andavo a 49km/h su strada urbana) beh.. Mi sono sentita troppo bene, e per niente di intralcio per il traffico (tra l'altro inesistente a quell'ora) come pensavo. Con il caldo poi rimetterò in pista la mia super bicicletta (con –2°C non ce la faccio) e mi sentirò ancora meglio. 
Che fortuna che mi sia scaduta la patente.


E voi, che automobilisti siete? 
(se lo siete..)

15 gennaio 2010

Per sentirsi meno inutili.

Volevamo scrivere un post su Haiti, ma quello di Claudia è perfetto per quello che possiamo fare noi da così lontano: condividere e collaborare.

11 gennaio 2010

Vietato non partecipare!

Un post di Francesca mi ha ricordato che fino al 24 gennaio è aperta la mostra VIETATO NON TOCCARE alla Triennale di Milano organizzata dalla fondazione MUBA. Si tratta di una splendida occasione per mettere i bambini a contatto con l'opera fantastica di Bruno Munari. 
Se avete un bambino dovete assolutamente visitarla (da soli non vi faranno entrare!).



"Quando qualcuno dice: 'questo lo so fare anch'io', vuol dire che lo sa Rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima."
Bruno Munari
da Verbale Scritto

09 gennaio 2010

equAzioni

Grazie a Francesca, che ci ha scritto, abbiamo scoperto di avere qualche problema con il blog (può essere complicato lasciare dei commenti). Speriamo di risolverlo presto (e prima di tutto di capire cosa è successo!), nel frattempo però fate un giro nel sito, e nel blog,equAzioni, che merita assolutamente una visita, e di cui condividiamo completamente lo spirito.


Grazie Francesca e a presto!

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