20 novembre 2009

Gli occhi dei bambini

Esattamente 20 anni fa la mia maestra è entrata in classe, e sorridente ci ha dato una notizia bellissima. Ci ha raccontato che degli uomini importanti, potenti ed eleganti avevano approvato un accordo per proteggere tutti i bambini del mondo. E noi 13 privilegiati, che di meraviglie ne avevamo sotto gli occhi tantissime, che giocavamo a rubabandiera insieme al nostro compagno sulla sedia a rotelle, che avevamo visto il nostro amico arrivato dal Chile rinascere nella sua famiglia italiana splendida e piena d'amore... Beh, noi ci abbiamo creduto. Abbiamo fatto disegni, scritto poesie e festeggiato quello che ci sembrava un giorno storico. 


Era il 20 novembre 1989, e sono passati vent'anni dall'approvazione della Convenzione sui diritti dei bambini. 
A che punto siamo?



17 novembre 2009

Non importa se non capisci, segui il ritmo.

In una delle sue ricerche fotografiche, Ale ha "incontrato" un personaggio meraviglioso di cui ci siamo innamorati perdutamente: Maria Lai. Un'artista sarda, novantenne, le cui opere lasciano senza parole. 

Come questi libri "scritti" al telaio: 

Diario intimo, 1977



Il libro scalpo, 1978
Un nostro post non può neanche provare a esprimere la semplice complessità del suo genio. Su Youtube ci sono alcune sue interviste splendide, e all'ultimo Festival del cinema di Roma è stato presentato un documentario su di lei, intitolato "Ansia d'Infinito".  Ne emerge una donna incredibile e commovente, poetica e vera. Un "incontro" bellissimo.




“Cosa intendevi per arte quando hai scelto la tua strada?

Giocavo con grande serietà, a un certo punto i miei giochi li hanno chiamati arte.”




14 novembre 2009

A thug's game played by gentlemen

Che cosa potrebbe spingerci ad uscire di casa in un pomeriggio freddissimo, con la pioggia sottile e fastidiosa di novembre, e il traffico impazzito dei sabati di follia prenatalizia?
La nostra risposta nel 99% dei casi sarebbe: Niente.
Niente ci tirerebbe giù dal divano, fuori da casa, niente ci farebbe bardare come esploratori polari e soprattutto niente al mondo ci trascinerebbe allo stadio in una giornata del genere. E invece.
E invece oggi pomeriggio abbiamo partecipato a una festa meravigliosa, una festa di famiglie, bambini e ragazzi. Una festa in cui non esistevano bandiere o fazioni, una festa a cui tutti hanno partecipato per divertirsi. Non siamo grandi appassionati di sport "da vedere", ma negli ultimi due anni ce n'è uno che ci ha conquistato. Uno sport di principi fuori moda: lealtà, rispetto delle regole, onestà, fatica e spirito di squadra. Uno sport in cui i tifosi di squadre diverse sono seduti fianco a fianco, come amici. Uno sport in cui non si fischia l'avversario, mai. Uno sport che è in grado di riempire San Siro in un sabato pioggerelloso e freddo, e di far divertire tutti. Senza servizio d'ordine, fumogeni o scontri con la polizia. Uno sport in cui il pubblico resta in silenzio per rendere omaggio a una squadra venuta da molto lontano, che offre il privilegio di assistere all'Haka immersi nel silenzio assoluto di 80.000 persone. 











13 novembre 2009

Family Portrait



Ecco il primo ritratto ufficiale della nostra famiglia! La talentuosa pittrice è la piccola Laura, 4 anni. La cosa che più mi ha fatto sorridere di questo disegno è stata la psicologia che ha seguito: con il potere della pittura ha esorcizzato le cose che più la impressionano. Prima di tutto la coda di Oliver: fin dalla prima volta che l'ha visto è rimasta scioccata dal fatto che qualcuno gliel'avesse tagliata (anche io a dire il vero), per cui nel suo ritratto Oliver ha una coda luuunghissimissima. Poi è la volta dei bottoni. Lei li odia, non li sopporta, ergo: Ale è coperto di bottoni dai piedi fino alla testa, i pantaloni ne sono tempestati, e ne ha uno perfino sul cappello! E poi, sì, io sono bionda... ma spero che non volesse suggerirmi dei colpi di sole! 


12 novembre 2009

Sul comodino




Un libro d'ispirazione e molto incoraggiante...we're not alone!

11 novembre 2009

San Martino


picture by Wolfgang Sauber


A casa nostra San Martino è la prima vera festa della stagione fredda. 
Da oggi inizia la produzione dei biscotti di Natale (Plätzchen) che poi offriremo, e regaleremo, agli amici che ci verranno a trovare in questi mesi freddi, una tradizione nordica (le nostre ricette vengono da una vera nonna Bavarese), ma che, neanche a dirlo, abbiamo adottato volentieri. E non sembra essere sgradita ai nostri ospiti! Nel fine settimana pubblicheremo alcune foto e qualche ricetta (debitamente tradotta in italiano!). 
Ma San Martino è una festa talmente diffusa che c'è solo l'imbarazzo della scelta sui festeggiamenti: nelle Marche la tradizione è quella di brindare con il vino novello nuovo (grazie Raf!). In Germania (principalmente nelle regioni cattoliche) i bambini costruiscono delle lanterne di carta e partecipano a una processione in onore del santo, cantando e giocando, loro si divertono molto, e per i grandi è uno spettacolo molto suggestivo
Uno dei simboli più diffusi di questo giorno è l'oca. La leggenda racconta che Martino, non volendo diventare vescovo, si nascose in una stalla piena di oche che, starnazzando, rivelarono il suo nascondiglio alla gente che lo cercava (la foto in apertura è un'oca che si trova all'ingresso della chiesa di St. Martin a Memmingen, in onore di questa leggenda).
Però, nel caso in cui non foste interessati a festeggiare un santo, l'11 novembre, anzi l'11/11, è anche l'inizio del Carnevale di Colonia (uno dei più folli in circolazione!), l'apertura ufficiale avviene l'11/11 alle ore 11.11, i festeggiamenti si protrarranno per tutto l'inverno (accavallandosi anche con il Natale) e culmineranno a febbraio, in una settimana di follia (tanta birra) e musica. Ma noi, che amiamo festeggiare con ogni scusa, non siamo grandi fan del carnevale, e preferiamo nettamente San Martino! Stasera festeggeremo con una cena in compagnia a base di polenta, castagne e buon vino. 
Se passate di qua citofonate!

09 novembre 2009

Libertà è partecipazione

Chi ci conosce sa che nutriamo un'ammirazione, che sfiora l'adorazione, per Marco PaoliniNel 2009 abbiamo passato con lui il primo dell'anno, un buon auspicio per i mesi di novità che ci aspettavano, l'abbiamo seguito in montagna, all'alba, perché in alcuni momenti c'è bisogno di salire sui monti per parlare di certe cose. E stasera, in un lunedì un po' (molto) difficile, piovoso e malinconico ci siamo goduti la diretta del suo spettacolo  Miserabili. Io e Mrs. Thatcher. L'avevamo già visto un paio d'anni fa a teatro, ma stasera, sullo sfondo del porto di Taranto, in un giorno memorabile come il 9 novembre è stato una secchiata d'acqua fredda, che ci ha scosso dal torpore del lunedì e dalle sciocche malinconie cittadine. Non è uno spettacolo che si possa raccontare in un post, non si può a trascrivere l'empatia dei monologhi di Marco, o le belle musiche dei Mercanti di Liquore. Uno spettacolo che merita di essere visto e ascoltato, meglio se dal vivo. Ora è in tourné per l'Italia, magari passa anche vicino casa vostra!

"Nel 2006 ho cominciato a mettere insieme i pezzi dello spettacolo MISERABILI io e Margaret Thatcher. Il punto di partenza era lo strapotere dell’economia sulla mia-nostra vita. Non un’invettiva contro il mercato, ma una presa d’atto della sua onnipresenza anche in momenti e settori che un tempo non gli competevano. Ragionavo di come la tentazione della pietra filosofale avesse contagiato gente fino a poco prima del tutto immune a questo tipo di seduzione e di come esoterismo, previsioni di mercato, nuove attese di vita, bassi prezzi per i viaggi, facilità di contrarre mutui o prestiti, circolazione libera dei capitali, insieme alla velocità delle informazioni in rete, ci avessero cambiato. Un mondo nuovo in cui non ho capito perché non hanno dato il Nobel per l’economia a Harry Potter, ma se lo sarebbe meritato. Poi è cominciata la crisi e qualcuno ha creduto di capire finalmente quello che questo spettacolo voleva dire. Il terrore può paralizzare, ma una situazione preoccupante può allenare i riflessi e i sensi assopiti nel benessere. Credo sia necessario che anche gli autori si interroghino sulla materia trattata, senza aspettare di essere lasciati indietro dagli accadimenti. " continua qui...

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